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Alimentatore lineare o switching? Quale suona meglio?

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Un alimentatore lineare suona meglio di un alimentatore switching?
Cos'è un alimentatore lineare?
Un alimentatore lineare è un alimentatore che in modo convenzionale, quindi tramite un classico trasformatore a lamierini o toroidale, trasforma una tensione alternata in una tensione continua livellata e filtrata. Un alimentatore lineare impiega quindi un trasformatore che lavora alla stessa frequenza della tensione in ingresso, nel caso della nostra 220 volt quindi a 50 Hertz.
Una domanda che prima o poi tutti i possessori di un amplificatore in classe T o D si pongono: ma un alimentatore lineare al posto dell'alimentatore switching (o a commutazione) davvero migliorerebbe la qualità del mio impianto?
Cercheremo innanzitutto di rispondere con una domanda a quelli che dicono o pensano che un alimentatore lineare in sostituzione di uno switching non farebbe alcuna differenza e, qualora ci fosse, sarebbe impercettibile all'ascolto: vi siete mai chiesti perché tutti i produttori di amplificatori di una certa qualità impiegano un più costoso alimentatore lineare, cosa facilmente riscontrabile dal peso dell'amplificatore e dal grosso trasformatore che troneggia all'interno?

Cerchiamo di fare un po' di chiarezza per coloro che non conoscono le differenze tra un alimentatore lineare ed un alimentatore switching.
Bene o male tutti conosciamo un alimentatore switching. In sostanza è l'alimentatore che utilizziamo quotidianamente: il caricabatterie del nostro telefono, della nostra macchina fotografica, del nostro computer portatile, del  nostro rasoio elettrico. Come è facile notare esso è caratterizzato da leggerezza e da piccole dimensioni.
Il funzionamento dell'alimentatore switching si basa sul principio che il rendimento di un trasformatore è direttamente proporzionale alla frequenza della tensione ad esso applicata, in parole povere più è alta la frequenza e più è alto il rendimento, quindi più piccole diventano le dimensioni del trasformatore.

Considerando che normalmente utilizziamo la tensione di casa che ha una frequenza di 50 hertz, ossia 50 alternanze al secondo, pensiamo per un attimo a quanto diminuirebbero le dimensioni, e di conseguenza il peso, di un trasformatore funzionante a decine o centinaia di migliaia di hertz, questa è infatti la frequenza di funzionamento di un alimentatore switching.
Ma mentre una frequenza di 50 hertz, facilmente livellabile e filtrabile, una volta "pulita" non produrrebbe rumore o ronzio facilmente udibile nella nostra catena audio, e comunque difficilmente peggiorerebbe la qualità del segnale, al contrario un dispositivo elettronico che ha al suo interno un oscillatore, come nel caso di un alimentatore switching, potrebbe facilmente generare disturbi ed armoniche varie che molto probabilmente degraderebbero il segnale.
Probabilmente un alimentatore switching, opportunamente filtrato con sofisticati (e costosi) filtri si comporterebbe alla stessa stregua di un buon alimentatore lineare, ma davvero pensate che in un economico switching qualcuno possa implementare tali costosi accorgimenti?

 

 

Tutto ciò è teoria? E' scientificamente provato?
Sinceramente noi non lo sappiamo ed abbiamo quindi affidato alle nostre orecchie il compito di darci una risposta.

 

Differenze di ascolto tra un alimentatore lineare ed un alimentatore switching

Il test è stato effettuato utilizzando cinque amplificatori caratterizzati da un unico denominatore, ovvero tutti impieganti l'arcinoto e famosissimo chip amplificatore Tripath TA2024.
Sul chip Tripath 2024 sono stati versati fiumi d'inchiostro e da anni ormai la qualità degli amplificatori impieganti tale chip è indiscussa, a parte un'unica piccola limitazione relativa alla potenza massima, gli amplificatori che lo implementano sono generalmente caratterizzati da ampia scena sonora, dettaglio e luminosità.
Qualcuno afferma che la gamma bassa è limitata, un particolare questo che cercheremo di mettere a fuoco nel nostro test.
Sono stati utilizzati due tipi di alimentatori lineari, uno con trasformatore toroidale ed uno con trasformatore convenzionale a lamierini.

I cinque amplificatori utilizzati nel test sono:

  • Sonic Impact Gen. 2 Mod.5065
  • Sure TA2024
  • Trends TA 10.2
  • Dynavox DA30
  • Scheda Dollatek TA2024

​Prima di dettagliarvi sui risultati del test approfittiamo per indicarvi quale tra questi cinque amplificatori suona meglio (le lunghe sessioni di ascolto sono state eseguite suonando tramite un Raspberry PI3 ed un DAC HifyBerry diversi generi d'ascolto, in prevalenza jazz e strumentale).
La classifica che segue è stata stilata all'unanimità da tre persone, tutte con orecchie molto critiche e tutte appassionate di musica.

1° posto: Scheda Dollatek TA2024 una vera e propria sorpresa (ottima scena, ottimo bilanciamento tra bassi, medi ed alti, ottima dinamica, ottimo dettaglio. Inoltre tra i cinque amplificatori è quello che possiede un basso più energico, reale e controllato ed una dinamica maggiore, oltre ad una risposta ai transienti più immediata e veloce. Evidentemente i condensatori, tutti Elna, hanno contribuito non poco. Nelle immagini che si trovano in rete relative a questa scheda i condensatori non sono Elna, invece i tre esemplari da noi ordinati montavano tutti condensatori Elna)

2° posto: Sure TA2024 (ottima scena, leggermente sbilanciato nei bassi che risultano più presenti che i medi, gli alti non molto brillanti, ottimo dettaglio. In definitiva un ottimo amplificatore paragonabile ad amplificatori in classe AB dal costo di 10-20 volte superiore)

 

 

3° posto: pari merito tra Sonic Impact Gen. 2 Mod.5065 e Dynavox DA30 in buona sostanza si tratta dello stesso identico prodotto, rimarchiato nel secondo caso Dinavox. Il Sonic viene ancora venduto a circa 70 euro da qualche negozio online, mentre il Dinavox (senza alimentatore) si trova a circa 30 euro sia su eBay sia su Amazon, naturalmente conviene acquistare quest'ultimo. Questi amplificatori sono ottimi sotto l'aspetto del dettaglio e della scena davvero impressionanti, ma possono non piacere per la loro sonorità leggermente spinta in alto. Hanno comunque un grande vantaggio: nell'ascolto a bassissimi volumi non si perdono le tonalità basse come in genere accade negli amplificatori in classe T dove la potenza è relativamente bassa.

ultimo posto: Trends TA 10.2 anche per noi è stata una vera sorpresa relegare questo amplificatore all'ultimo posto, specialmente dopo tutto che si è letto in giro sulle sue ottime doti e per quanto sia stato osannato. Il dettaglio è ottimo ma rispetto agli altri sembra restituire un suono che non ti prende per nulla, fiacco, piatto, mai coinvolgente. Probabilmente perchè si tratta di uno dei primi progetti che implementavano il Tripath TA2024, mentre oggi evidentemente i nuovi progetti hanno fatto notevoli balzi in avanti in termini di circuitazione.

 
Amplificatore Sonic Impact Gen.2 mod.5065 Tripath TA2024 Amplificatore Sure TA2024 Tripath TA2024 Amplificatore Trends TA-10.2 Tripath TA2024 Amplificatore Dynavox DA-30 Tripath TA2024 Amplificatore Dollatek Tripath TA2024
Amplificatore Sonic Impact Gen.2 Mod.5065 Amplificatore Sure TA2024 Amplificatore Trends TA-10.2 Amplificatore Dynavox DA-30 Amplificatore Dollatek TA2024
 

I risultati del test saranno pubblicati nei prossimi giorni, vi possiamo comunque anticipare che rispecchiano le nostre aspettative...

 

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