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Come trovare facilmente la via d'uscita in qualsiasi labirinto

Come uscire facilmente da qualsiasi labirinto, anche il più difficile e complesso

Come ogni mattina siamo entrati nel laboratorio del nostro Professor Dimmelo per degustare il suo sublime caffè.
Ma appena entrati lo abbiamo sentito sbraitare con il tono a noi ormai familiare, tipico di quando il professore è molto contrariato.
Gesticolava con disappunto indicando i giochi riportati sull'ultima pagina del giornale che aveva davanti e puntando il dito contro un disegno rappresentante un labirinto esclamò:

"Ma è mai possibile che qualcuno ancora pubblichi queste sciocchezze e, ancor peggio, che ci sia ancora qualcuno che addirittura provi a risolverle?"

Ci guardammo in faccia come per dire che ci sembrava normalissimo che esistessero tra i giochi dell'enigmistica e che quindi il professore se la prendesse tanto.
E infatti Gianpatrizio fu il primo a fare la domanda, tra l'altro rischiando molto poiché non aveva alzato l'indice per chiedere il permesso: "Ma professore, mi permetta, cosa ci sarebbe di così strano in un labirinto da risolvere? Posso capire che si tratti di un giochino semplice ed elementare, ma non sarà mica la fine del mondo."
Il professore, preso com'era dalla rabbia, perdonò Gianpatrizio per non avere alzato il ditino e subito ribatté:

 

 

"Cosa c'è di strano? Cosa c'è di strano?"

E rivolgendo lo sguardo a tutti noi aggiunse:

"E per giunta me lo chiedete? Ma lo sanno anche i bambini che i labirinti dove ci si perde non esistono! Tutto quello che abbiamo visto finora non è altro che una raccolta di stupidi disegnini senza senso, perché non esiste un labirinto dal quale non si possa facilmente uscire, e nel caso questo benedetto labirinto non possedesse un'uscita, con la stessa facilità sarà possibile ritornare da dove siamo partiti."

Abbiamo subito intuito che ancora una volta il professore stava per darci un'ennesima dimostrazione della sua infinita sapienza, sapevamo che non si sarebbe mai preso gioco di noi e difatti nessuno fece ulteriori domande, aspettando naturalmente che il professore continuasse.
E difatti continuò aggiungendo:

"Tra l'altro non potrei che congratularmi con il buontempone che mise in giro la stupida storia del labirinto di Creta, dove Teseo dovette usare il famoso filo di Arianna per poter ritrovare la via del ritorno dopo avere ucciso il Minotauro. Che assurdità!
Pensate a quanto questa storiella abbia contribuito ad alimentare la stupida credenza che dai labirinti complessi sia pressoché impossibile uscirne, con il rischio non da poco di restarci dentro e morire.
Ed invece trovare l'uscita, anche nel labirinto più grande e complesso, è di una facilità imbarazzante, sarà sufficiente seguire sempre e solo una parete, che sia la destra o la sinistra sarà indifferente.
Naturalmente stiamo parlando del labirinto classico, quello che ci hanno sempre fatto vedere specialmente nelle riviste di enigmistica e rompicapi vari, ovvero quello composto da pareti, siano essi muri, siepi od altro.
Quindi, seguendo sempre una parete si arriverà facilmente all'uscita e, nel caso il labirinto non prevedesse una via d'uscita, ai arriverebbe automaticamente al punto di partenza, quindi nessun rischio di rimanerci dentro per tutta la vita."

 

 

E chi lo avrebbe mai detto? Anche noi avevamo sempre pensato ad un labirinto come ad una cosa difficile, pericolosa, inestricabile, e invece adesso si è rivelata una vera e propria sciocchezza da creduloni.
E così quella mattina ci siamo messi a sperimentare tutti i tipi di labirinto possibili, sia disegnandoli sia cercandoli nelle riviste di enigmistica e alla fine abbiamo fatto un disegnino per evidenziare la teoria del professore.

Nel disegno è riportato un semplice labirinto allo scopo di meglio evidenziare il percorso (vedi linea rossa).
Come si può notare in questo caso è stata scelta la parete alla nostra destra, ma anche se avessimo scelto quella a sinistra il risultato sarebbe stato lo stesso, cioè quello di trovare facilmente l'uscita.

E ci viene da ridere pensando al teatrino di Teseo col filo di Arianna.
E sì, caro Professor Dimmelo, ancora una volta ha fatto centro!

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